Come migliorare nella pallanuoto

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La pallanuoto è uno degli sport più complessi e faticosi e per questo motivo è in grado di sviluppare molte abilità: naturalmente saper nuotare bene è considerato un prerequisito ma le abilità richieste non si fermano qui. Chi fa pallanuoto sa bene che le caratteristiche di questo sport non si esauriscono in quelle di un velocista che raggiunge una velocità costante in acqua per arrivare all’obiettivo della gara nel modo più efficiente possibile perché il modello di prestazione durante un incontro è completamente diverso da quello di una gara di nuoto.

Modello di prestazione di un incontro

Le necessità di allenamento di un pallanuotista devono modellarsi sui ritmi e i tempi tipici di un match che sono particolarmente veloci e frenetici: in particolare, frequenti e repentini sono i cambi di direzione perché un pallanuotista si muove in ogni direzione, gli spostamenti sono ora corti ora lunghi e finalizzati naturalmente al tiro in porta. Tutto ruota intorno al tiro ma per farlo al meglio è fondamentale impostare la posizione tecnica giusta ed allenarla.

Il tiro

A fare la differenza nel tiro è la fase di trazione che va perfezionata, tenendo il polso fermo. Il polso infatti determina la direzione del tiro che, per essere eseguito in modo ottimale, richiede di restare fermi con il bacino, stringere gli addominali e sollevarsi sulle gambe. Per avanzare bisogna muovere in acqua gambe e braccio sinistro insieme come fossero un trepiedi e stringere nel braccio destro la palla prima del tiro.

Come allenarsi

Il gioco della pallanuoto è molto dinamico e veloce e, in virtù di potenziare il tiro per mettere a segno i punti nel tempo disponibile di 32 minuti bisogna allenare:

  • la resistenza in acqua migliorando la prestazione da nuotatore;
  • forza, resistenza e potenza allenando i bicipiti;
  • allenare l’equilibrio necessario per eseguire passaggi, tiri e dribbling, in acqua con e senza palla.

Se si pensa che l’allenamento possa essere limitato al nuoto, vuol dire che non si conosce la versatilità di questo sport che è uno dei più impegnativi a livello metabolico, neuromuscolare e psicologico. Un impegno così gravoso significa dovere allenare abilità differenti, non solo nuotare ad una velocità costante monodirezionale, che non implicano tutti i cambi di traiettoria e gli impedimenti che si incrociano durante una partita dovendo quasi lottare contro l’avversario o “disegnare un’azione”a stretto contatto corporeo con i compagni gioco.

Quindi la scelta più sensata per programmare un allenamento che voglia incrementare i risultati, nella pallanuoto, è quello di ripercorrere una partita nel suo modello di azione provando a misurare “i metri percorsi, l’intensità a cui ci si sposta, le azioni tecniche e la frequenza con la quale si realizzano, il numero di cambi d’assetto (galleggiamento verticale oppure orizzontale), i valori di frequenza cardiaca e di lattato ematico raggiunti, il tempo complessivo giocato o la durata delle singole azioni, la fatica percepita dall’atleta attraverso una scala (scala di Borg, per esempio) e così via. “ Citazione da Calzetti & Mariucci Editore.

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Eliana Fortuna

Laureata in Scienze della Comunicazione, ha lavorato nel Marketing con specializzazione web. Approda alla comunicazione digitale, con il giornalismo. Attualmente content media editor per il blog/magazine del Forum e per il blog e i social di ANIF.

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