L’attività fisica brucia i grassi “cattivi”

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Esistono diversi modi per misurare la perdita di peso e tra questi degli strumenti che misurano il grasso corporeo: dalla bioimpedenziometria che misura la resistenza del corpo al passaggio di un segnale elettrico che viaggia nell’acqua dei muscoli e del grasso alla plicometria che rileva la distanza tra due punti attraverso uno strumento simile a una pinza che, insieme a una scala graduata, misura le pliche cutanee. Se anche non avessimo dimestichezza e necessità di ricorrere a tali strumenti, il BMI, un semplice rapporto peso/altezza elevata al quadrato, ci dice se siamo normopeso, sovrappeso o in situazione di obesità. L’attività fisica, come sappiamo, è uno dei più validi srumenti contro l’obesità e l’accumulo di grasso ma, fino ad oggi, non era mai stato valutata la sua efficacia sulla tipologia di grasso. Una ricerca della University of Texas Southwestern Medical Center ha dimostrato un ulteriore beneficio dello sport e del movimento in genere: non solo brucia i grassi ma si comporta come un killer selettivo contro i grassi “cattivi”, quelli viscerali che, una ricerca aveva precedentemente collegato alla produzione del fattore di crescita dei fibroblasti 2, una proteina in grado di trasformare le cellule normali in cellule tumorali.

L’attività fisica contro i grassi

Meglio non affidarsi esclusivamente alle percentuali perché, una volta appurato che dobbiamo eliminare del grasso perdendo peso, le formule matematiche si fermano qui e subentrano le buone abitudini, i corretti stili di vita. Secondo una ricerca del Texas l’attività fisica non può essere eliminata se si vogliono combattere i grassi viscerali in modo efficace perché non è sostituibile con le terapie farmacologiche come, ad esempio, la chirurgia bariatrica. La ricerca ha infatti messo a confronto l’efficacia delle terapie farmacologiche e quella dell’attività fisica sullo scioglimento del grasso viscerale e ha scoperto che, per ogni chilo di peso, quello perso con l’attività fisica riduceva di più il grasso viscerale rispetto a quello perso con trattamenti farmacologici, scelti tra quelli comunemente usati per la perdita di peso e approvati dall’ente statunitense Food and Drug Administration. In particolare, i partecipanti della ricerca che avevano fatto attività fisica avevano perso 3 centimetri di grasso viscerale per un calo di peso corporeo di 14 kg mentre per ottenere la stessa riduzione con i trattamenti farmacologici era necessario perdere 18 kg. Questo dimostra come l’incidenza sulla salute dell’attività fisica, rispetto alla produzione dei fibroplasti 2, responsabili dell’insorgenza del tumore, sia più elevata rispetto alle altre terapie farmacologiche.

Eliminare il grasso nascosto

L’attività fisica ha dunque una nuova missione: eliminare il grasso nascosto dove per nascosto si intende quello viscerale, più profondo del grasso sottocutaneo, al contrario, superficiale. Il grasso viscerale si trova nella cavità addominale e si distribuisce negli organi: purtroppo lì dove si accumula si concentrano maggiore quantità di fibroplasti 2 perché questo tipo di grasso tende a facilitarne la produzione. Non è una buona notizia perché questa proteina sembra possa essere coinvolta nella genesi del cancro ma, allo stesso tempo, abbiamo scoperto un valido alleato che aiuta a tenerla sotto controllo: l’esercizio fisico, il farmaco più rivoluzionario che c’è!

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Eliana Fortuna

Laureata in Scienze della Comunicazione, ha lavorato nel Marketing con specializzazione web. Approda alla comunicazione digitale, con il giornalismo. Attualmente content media editor per il blog/magazine del Forum e per il blog e i social di ANIF.

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